Newton è molto più veloce della bisezione, ma paga questa velocità con una minore robustezza: può non convergere se le condizioni iniziali sono sfavorevoli.

Esempio — Confronto con la bisezione

La bisezione applicata a x22=0x^2-2=0 su [1,2][1,2] dà errore <106<10^{-6} dopo circa 2020 iterazioni; Newton lo fa in 44. Trade-off: la bisezione richiede solo ff (e un cambio di segno); Newton richiede ff' e una stima iniziale “abbastanza vicina”.

Attenzione — Quando Newton fallisce

La convergenza non è garantita in tutti i casi:

  • Se f(xn)=0f'(x_n)=0 in qualche punto \to divisione per zero, divergenza.
  • Se x0x_0 è scelto male, l’iterazione può “saltare” fuori e oscillare (per esempio f(x)=x32x+2f(x)=x^3-2x+2 a partire da x0=0x_0=0 produce un ciclo 0,1,0,1,0,1,0,1,\ldots).
  • Vicino a zeri multipli la convergenza è solo lineare, non più quadratica.

La strategia comune è ibrida: prima un paio di passi di bisezione per “avvicinarsi”, poi Newton per affinare rapidamente.

In sintesi: la bisezione è la scelta sicura ma lenta; Newton è la scelta veloce ma delicata. Nella pratica numerica si combinano i due, sfruttando la robustezza dell’una per garantire una buona stima iniziale e la rapidità dell’altra per la precisione finale.

Collegamenti

Argomenti: Continuita
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Metodi: Newton raphson
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