L’introduzione dei numeri complessi risolve in modo definitivo il problema della risolubilità delle equazioni polinomiali.

Teorema — Teorema fondamentale dell'algebra

Ogni polinomio non costante a coefficienti complessi di grado nn ammette esattamente nn radici in C\mathbb{C}, contate con molteplicità.

Conseguenza. Mentre nei reali l’equazione x2+1=0x^2+1=0 non ha soluzioni, e in generale un’equazione di secondo grado con Δ<0\Delta<0 è impossibile, nei complessi ogni equazione polinomiale di secondo grado ha due soluzioni (eventualmente coincidenti). La formula risolutiva x=b±b24ac2ax=\dfrac{-b\pm\sqrt{b^2-4ac}}{2a} continua a valere, con la radice quadrata di un numero negativo intesa in C\mathbb{C}: d=id\sqrt{-d}=i\sqrt{d}.

Esempio — Un'equazione di secondo grado in C\mathbb{C}

Risolvere x2+2x+5=0x^2+2x+5=0 in C\mathbb{C}. Δ=420=16,Δ=4i,x=2±4i2=1±2i.\Delta = 4 - 20 = -16, \qquad \sqrt{\Delta} = 4i, \qquad x = \frac{-2\pm 4i}{2} = -1\pm 2i.

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Argomenti: Numeri complessi
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